MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO
SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO

La ricostruzione e le nuove scoperte archeologiche

Banca d’Italia

Le scoperte archeologiche nel XX secolo. Da via Angioy alla chiesa di San Lucifero

Sabrina Cisci

A partire dagli ultimi anni del XIX secolo le fotografie hanno accompagnato i diversi interventi di scavo che si sono succeduti a Cagliari, permettendo così di leggerne le vicende edilizie, sociali e storiche.
Di grande interesse fu, in particolare, il fervore edilizio che accompagnò la ricostruzione del secondo dopoguerra. Durante questi lavori vennero in luce numerosi e importanti contesti archeologici, come le cappelle paleocristiane nell’area di San Lucifero, o i contesti abitativi oggi al di sotto della Banca nazionale del Lavoro e della Banca d’Italia.
Più recenti (1956) sono i lavori in via Angioj e per la costruzione della nuova sede dell’INPS nello stesso anno, ma anche in questo caso le scoperte furono notevoli e tutte puntualmente documentate dagli scatti fotografici.
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Potete leggere il testo integrale del saggio nel catalogo edito da Gangemi editore
Via Malta, lo scavo del tempio

A ritroso. Frammenti di viaggio tra le Cagliari del passato

Giovanna Pietra

Tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del secolo scorso sono riemerse dal sottosuolo di Cagliari importanti testimonianze del passato, che spesso ci vengono conservate quasi esclusivamente dalle fotografie, come nel caso del tempio di via Malta, ritrovato nel 1938 durante la costruzione di un nuovo palazzo.
I lavori che si sono succeduti nella zona di Sant’Avendrace, documentati da fotograficamente a partire dal 1940, hanno restituito interessanti lacerti del tessuto urbano antico, come in via Falsarego e in via Po, mentre lo scavo della villa di Tigellio rimane ancora oggi una delle ricerche urbane più importanti ed estese e che diede vita all’attuale area archeologica visitabile, ma che solo negli scatti realizzati durante i lavori è possibile apprezzare numerosi particolari ormai scomparsi.
Anche la necropoli di Tuvixeddu e l’anfiteatro, due dei maggiori monumenti cittadini, possono essere letti grazie alle fotografie realizzate nel tempo.
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Potete leggere il testo integrale del saggio nel catalogo edito da Gangemi editore
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